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venerdì 27 gennaio 2017

Recuperare un vecchio computer installando Linux

Dopo aver aggiornato tutti i computer di casa a Windows 10 (dove possibile) mi sono reso conto che alcuni non ne volevano sapere di funzionare in modo decente, anche dopo aver fatto una reinstallazione completa mi sono ritrovato con alcune macchine lente ed inutilizzabili, e purtroppo su un "vecchio" portatile con Windows Vista (da me amichevolmente chiamato SVista perché solo per errore si poteva mettere in commercio una porcheria del genere) non ho nemmeno potuto effettuare l'aggiornamento a causa delle restrizioni di Microsoft sul passaggio di licenza.
Bene se anche voi vi trovate in queste condizioni o se semplicemente avete un computer che reputate troppo vecchio e lento, vi consiglio di fare come me e provare ad installare una distro Linux.
Per distro si intende una distribuzione Linux, cioè un versione customizzata e pacchettizzata di Linux creata ad-hoc per uno scopo preciso o per un utilizzo generico, ne esistono tantissime versione, una di quelle che ho utilizzato di più nel corso degli anni è stato Ubuntu, ma purtroppo da quando hanno cambiato il gestore delle finestre (il software che gestisce la rappresentazione grafica del desktop per i meno esperti) passando a Unity, ho notato oltre ad una certa difficoltà nell'utilizzo, anche un incredibile rallentamento generale nell'uso quotidiano, per questo dopo aver provato varie distro mi sono deciso a puntare tutto su Linux Mint,

Linux Mint


giovedì 26 gennaio 2017

Virtualizzatori parte 2 ProxMox VE

In questa seconda parte dedicata alla virtualizzazione, mi concentrerò non più sulla virtualizzazione della singola macchina locale cosa fattibile con VirtualBox, ma sulla virtualizzazione di una infrastruttura di server.
Solitamente quando si pensa alla virtualizzazione di infrastruttura complesse si pensa subito a VMware leader indiscusso in questo campo, eppure qualche anno fa ho scovato nel mondo open source un software che può rimpiazzare il costoso VMware in modo adeguato, non voglio dire che VMware possa essere rimpiazzato in ogni contesto, ma se parliamo di piccole e medie imprese, vi garantisco che questo software non ha nulla da invidiare a nessuno, nel mio piccolo ho gestito senza grosse difficoltà circa 20 server virtuali dislocati su 5 macchine fisiche con ProxMox VE.
ProxMox VE essendo un software pensato per la virtualizzazione di livello enterprise non può essere utilizzato, come i classici virtualizzatori desktop, su un sistema operativo già funzionante, ma ha bisogna di una macchina dedicata sulla quale poi si possono creare, tramite una comoda interfaccia WEB, tante macchine virtuali.

mercoledì 25 gennaio 2017

Virtualizzatori parte 1 VirtualBox

Ci sono mille motivi per aver bisogno di una macchina virtuale, io ad esempio ne utilizzo una per Windows 7, perché molti software vecchi non girano sulle ultime versioni di Windows, ed una con Linux, per utilizzare qualche software introvabile su windows.
Con gli ultimi virtualizzatori le prestazioni dei sistemi virtualizzati sono veramente ottime, e se il computer utilizzato come Host (macchina che virtualizza) ha una discreta potenza, anche il Guest (macchina virtualizzata) risulta tranquillamente utilizzabile, diciamo che l'unico limite è la grafica 3D per il resto non ho mai avuto problemi ad utilizzare una macchina virtualizzata.
In questa prima parte mi soffermo ad analizzare VirtualBox, software gratuito per la virtualizzazione che da qualche anno è stato acquisito da Oracle.

sabato 14 gennaio 2017

Backup e ripristino con Clonezilla

Ci sono molte valide ragioni per voler effettuare un backup completo del vostro hard disk.
Ad esempio volete cambiare il disco per sostituirlo con uno più capiente o più veloce, oppure perché di solito non viene fornito nessun disco di ripristino con i computer moderni (sopratutto nei 2 in 1 economici) e quindi in caso di rottura del disco o di problemi con la reinstallazione del sistema operativo, riuscire a reinstallare il tutto diventa poi un impresa epica (vedere i problemi che ho riscontrato con il Mediacom Winpad U11).

venerdì 9 dicembre 2016

Wikipedia aziendale, tutto semplice con Mediawiki!!!

Una delle cose che spesso mi è capitato di vedere lavorando in una grande azienda, è l'incapacità per un nuovo dipendente di trovare supporto per svolgere al meglio la sua attività.
Nella migliore delle ipotesi, questa persona doveva fare affidamento su uno scarno supporto cartaceo e nella peggiore, elemosinare informazione ai suoi colleghi di reparto (quello che chiamano l'affiancamento), e fin qui ok c'è l'inserimento in azienda, ma i veri problemi non sono questi.
I veri problemi si manifestano quando questo dipendente finisce l'affiancamento e dovrà diventare indipendente nelle sue attività, ovviamente anche se questa persona avesse alle spalle 5 o 10 anni di esperienza non vuol dire che non troverà sulla sua strada difficoltà nello svolgere al meglio il lavoro, in una realtà probabilmente diversa da quella di provenienza.
Come risolvere allora questo problema, la mia risposta in azienda è stata una wiki aziendale, tutto voi sapete cos'è Wikipedia, ora immaginate se ogni volta che un dipendente risolve un problema o svolge al meglio un attività, posta un articolo su una wiki interna all'azienda in modo da consentire a tutti gli altri di poterla leggere e  beneficiarne?
Mantenendo costantemente aggiornata la wiki per ogni singolo reparto, si potrebbe avere un miglioramento dell'efficienza, un minor tempo di risoluzione dei problemi ed un drastica riduzione dei tempi di inserimento dei nuovi dipendenti.
Vediamo un pò come fare per creare la nostra wiki aziendale a costo 0...

Io ho scelto Mediawiki. 
La prima cosa da dire è che potete scegliere macchine fisiche, virtuali o in Cloud, mentre la lista dei sistemi operativi su cui è possibile installarla comprende ovviamente i più utilizzati Linux, Windows e Mac OS X, quindi avete ampia libertà di scelta.
Quello che vi serve è:
Una macchina su cui installare la Wiki.
Mediawiki la potete scaricare da qui: https://www.mediawiki.org/wiki/MediaWiki
7Zip o latro software per estrarre gli archivi: http://www.7-zip.org/
Se avete scelto Windows vi consiglio XAMPP con cui installate in un unico passaggio Apache, MySQL, FileZilla e Tomcat: https://www.apachefriends.org/it/index.html
Se avete scelto Linux vi consiglio invece l'installazione a mano dei singoli Software, c'è un ottima guida sul sito di Mediawiki che potete consultare.

Per chi installa su Windows i passaggi sono abbastanza semplici:

Dopo aver scaricato tutti i software necessari, aprite il pannello di controllo di XAMPP ed attivate i servizi Apache e MySQL:




Ora nella cartella in cui avete deciso di installare XAMPP, trovate la cartella htdocs ed in quest'ultima estraete l'archivio di Mediawiki:



Controllate su è tutto accessibile, aprite un browser ed andate all'indirizzo: localhost



Se tutto funziona e vedete una pagina simile a quella di sopra, cambiate ora indirizzo ed andate su: http://localhost/mediawiki/mw-config/index.php



A questo punto seguite la procedura di installazione  personalizzando il tutto per la vostra configurazione, alla fine della configurazione verrà scaricato il file LocalSetting.php che va copiato nella cartella dove avete messo Mediawiki,
Aprite un browser e controllate se tutto è andato a buon fine, l'indirizzo è http://localhost/mediawiki , dovreste vedere una pagina simile a quella sotto



Finito la vostra Wikipedia aziendale è installata  a questo punto non vi resta che personalizzarla in base alle vostre esigenze aziendali, tra l'altro la maggior parte dei tutorial già presenti nel software sono in italiano quindi difficilmente avrete difficoltà a configurarlo al meglio, per quanto riguarda la raggiungibilità della Mediawiki dalla vostra rete, potete accedere direttamente sostituendo a localhost (http://localhost/mediawiki) l'indirizzo IP del server su cui è installa (xxx.xxx.xxx.xxx/mediawiki), se avete scelto altre strade per l'installazione tipo Cloud, vi rimando al sito di Mediawiki dove troverete sicuramente tutte le risposte.


Credetemi installare la Wiki aziendale è una passeggiata rispetto all'arduo compito di convincere/costringere gli utenti ad utilizzarla per bene e ad aggiornala con costanza, li si che si suda...

martedì 6 dicembre 2016

Non trovate la Nintendo classic mini? Costruitene una in casa da soli.

E' da circa un mesetto che Nintendo ha fatto uscire sul mercato una "nuova" console, il Nintendo classic mini, far uscire una console sul quale girano 30 vecchie glorie della prima console casalinga di Nintendo è stato un azzardo non da poco, considerando anche la situazione non proprio facile di Nintendo in ambito console in questo momento, eppure questo Nintendo classic mini, ha stupito un po' tutti, sarà stato il prezzo abbordabile, i vecchi classici inseriti nel parco giochi, o il nome stesso del brand, fatto sta che le vendite sono state superiori alle aspettative.
Ora io ci sono cresciuto letteralmente con quei giochi, e mi sono chiesto, ho qualcosa in casa per poter giocare a quei vecchi giochi?
Ovviamente ho vari PC, qualche notebook, qualche dispositivo Android, ma se è vero che posso emulare una console su questi dispositivi è anche vero che diventa frustrante dover caricare il S.O. far partire l'emulatore, e poi caricare le rom, senza considerare il fatto che per attaccarli ad un TV devo comunque collegare il tutto nelle vicinanze...
La soluzione più ovvia, era abbandonata da un po' in un cassetto, una vecchia Raspberry Pi che ancora una volta si dimostra essere estremamente versatile.

Vediamo cosa ci occorre per poter creare la nostra personale console per il retrogaming:

Raspberry Pi vanno bene tutte ma se avete l'ultima versione è meglio (io ho usato la prima versione)
Scheda SD / microSD da almeno 8Gb
Chiavetta USB da 8/16Gb (opzionale)
Dongle wifi (opzionale)
Joypad USB va bene qualsiasi Joypad quelli compatibili con PS3 ve li consiglio
RetroPie la distro da installare sulla Raspberry Pi
Win32 Disk Imager per scrivere l'immagine di RetroPie sulla scheda SD/microSD
7zip per decomprimere l'immagine di RetroPie

Capitolo a parte per quanto riguarda le ROM, in questo caso non posso esservi di aiuto, ma sono sicuro che cercando qualcosa trovate, ricordate che potete usare ROM solo se possedete una copia originale del gioco...

Andiamo avanti con le operazioni da fare.

Prima cosa scaricate ed installate sia Win32 Disk Imager che 7zip, poi dal sito di RetroPie scaricate la versione adatta alla vostra Raspberry Pi, nella sezione download ne trovate una compatibile con la Raspberry Pi 0/1 ed una compatibile con la Raspberry Pi 2/3, fate attenzione è importante scaricare la versione corretta, danni non ne potete fare se sbagliate versione, ma perderete inutilmente tempo.

Ora che avete scaricato il tutto decomprimete con 7zip l'archivio .gz che avete scaricato dal sito di RetroPie.



Finito di decomprimere l'immagine di RetroPie, inserite la SD/microSD nel PC e controllate in esplora risorse a quale lettera di unità è stata associata quindi aprite Win32 Disk Imager.



Selezionate nel riquadro "File immagine" il file che avete appena estratto con 7zip, e controllate che come dispositivo sia indicato il  numero di lettera di unità della SD/microSD appena inserita nel PC, se avete fatto tutto, potete procedere alla scrittura dei dati selezionando "Scrivi", mettetevi comodi qualche minuto di attesa c'è...

La parte più complicata è terminata, ora si passa alla Raspberry Pi, nella quale dovrà essere inserita la SD/microSD con l'immagine di RetropPie appena creata, se avete una delle ultime versioni della Raspberry Pi non dovreste avere nessun problema visto che avrà sicuramente la Wifi integrata, se invece come me avete una Raspberry Pi vecchia dovete connettere un dongle Wifi USB, e questo oltre alla tastiera ed al Joypad, il mouse non serve, l'interfaccia grafica di RetroPie si utilizza con il Joypad, mentre le configurazioni più "avanzate" vanno fatte con la tastiera, ovviamente una volta completata tutta la configurazione iniziale, potete tranquillamente non collegare la tastiera in modo da avere la vostra console con il solo Joypad collegato.

Colleghiamo l'alimentazione alla Raspberry Pi, il sistema inizierà il caricamento, e tra l'altro in fase iniziale effettuerà anche delle operazioni importanti come l'espansione del File System su tutta la SD/micdoSD.





Quando parte il sistema di solito rileva il Joypad connesso e vi chiede di configurarlo, non dovete fare altro che premere i tasti presenti sul vostro Joypad e saltare quelli che non sono presenti.



Finita la configurazione del Joypad dovete iniziare con la configurazione della RetroPie.


Premendo il tasto A del Joypad entrate nel menù di configurazione.


Selezionate tramite il Joypad "Retropie Setup" da qui in poi è richiesto l'uso della tastiera.
Selezionate tramite la tastiera "Configuration/Tools"



E nell'elenco delle configurazioni selezionate "Wifi - Configura Wifi".



Seguite le istruzioni per configurare la connessione con la vostra Wifi ed alla fine uscite tornando al menù di configurazione dove adesso dovete selezionare "USB rom service", che vi permetterà di utilizzare una chiavetta USB come archivio delle ROM.



Attivate "USB rom service" e tornate al menù principale ora selezionate "SAMBA - configure SAMBA rom Share" ed attivatelo.


Finito di Attivare tutto quello che ci serve, potete uscire da tutto e ritornare al menù di RetroPie e verificare se la Wifi funziona e su quale indirizzo IP si è connessa, per farlo vi basterà selezionare dal menù "Show IP", ricordate di segnarvi l'indirizzo IP vi servirà dopo.


Ora bisogna ritornare al PC, e collegarsi all'indirizzo IP della vostra Raspberry Pi, vi basterà andare nella barra di ricerca ed inserire l'indirizzo IP preceduto da \\ (esempio \\192.168.1.20 ), se tutto funziona bene vi ritroverete con le cartelle condivise dalla Raspberry Pi.


Ora andate in ROM ed inserite le vostre rom nelle cartelle relative al sistema da emulare, ad esempio per il Nintendo classic le rom vanno inserite nella cartella nes, per il Super Nintendo vanno inserite nella cartella snes e così via a seconda del sistema che volete emulare. finito di copiare il tutto, per fare in modo che RetroPie rilevi le rom inserite dovete riavviare l'emulatore.



A questo punto dovreste avere la possibilità di scegliere il tipo di emulatore e la rom da emulare e potreste anche iniziare già da subito a divertirvi, ma se volete avere qualcosa di più carino, vi consiglio di utilizzare la funzione Scrapper, che scarica da internet un immagine di copertina, ed una breve descrizione di ogni rom caricata nel sistema.










Tutto finito, ora potete tranquillamente scollegare la tastiera, e collegare la vostra nuova console da retrogaming sulla TV in salotto e godervi tutti i giochi che vi hanno accompagnato nell'infanzia o se siete troppo giovani per queste cose, potete vedere e capire con quali giochi sono cresciuti i vostri genitori...

Buon divertimento!!!

domenica 4 dicembre 2016

Recuperare dati cancellati da uno Smartphone Android

Vi è mai capitato di dover recuperare dei dati che avete cancellato per errore da uno smartphone Android, potreste aver fatto un ripristino del telefono ai dati di fabbrica o installato una custom Rom, senza rendervi conto che alcuni dei dati che volevate salvare non erano sulla microSD ma sulla memoria interna del telefono. Ok il danno ormai è fatto, nella maggior parte dei casi potreste semplicemente lasciar perdere dandoli per persi definitivamente.
Ma se invece come nel mio caso volete provare a recuperare quei dati, allora la cosa è complicata ma non impossibile, vediamo un po' come possiamo fare.
Nel mio caso lo smartphone è uno Xiaomi Redmi note 2 prime, con 32 Gb di memoria interna.
La prima cosa da fare e capire come si può andare in modalità recovery sul vostro smartphone, Google ci viene in aiuto basta fare una semplice ricerca di "modalità recovery" seguito da marca e modello del vostro smartphone 4
Ok ora che sappiamo che è possibile andare in modalità recovery sul nostro smartphone, vediamo cosa ci occorre per provare un recupero in extremis dei dati "persi".

Di cosa abbiamo bisogno:

MicroSD capiente quanto la memoria dello smartphone
Una chiavetta USB grande quanto la memoria interna dello smartphone formattata in NTFS (se lo smartphone è da 16Gb occorre una chiavetta da 16Gb, se è da 32Gb allora servirà una chiavetta da 32Gb) se avete un HDD esterno va benissimo l'importante è che abbia abbastanza spazio libero
ADB minimal installato sul computer
7zip installato installato sul computer 
Driver Usb per utilizzare ADB
Distro Linux installata oppure virtualizzata (io ho utilizzato il secondo metodo, utilizzando come S.O. principale Windows 10) se non sapete come fare a breve faro un post a riguardo
Testdisk/Photorec installata sulla distro Linux (di norma non è preinstallato ma ci si mette un attimo)

Ora possiamo procedere.
Scarichiamo ed installiamo sul PC 7zip, lo trovate qui: http://www.7-zip.org/
Scarichiamo ed installiamo sul PC ADB Minimal, basta cercare su Google, io l'ho scaricato da qui: http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2317790
Scarichiamo ed installiamo sul PC i driver USB per lo smartphone, anche in questo caso o lo cercate su internet facendo sempre riferimento alla marca ed al modello o scaricate quelli di Google da qui: https://developer.android.com/studio/run/win-usb.html , in questo caso però mi sento di consigliarvi una ricerca specifica per marca e modello.
Una volta installato ADB Minimal dovreste avere sul desktop un nuova icona "Minimal ADB and Fastboot" se lanciate l'applicazione dovreste trovarvi in una pagina della shell di DOS simile a questa.



Ora assicuriamoci che lo smartphone sia abbastanza carico, l'estrazione dei dati potrebbe metterci anche qualche ora. A smartphone spento accendiamolo seguendo le istruzioni per attivare la modalità recovery, nel mio caso si attiva tenendo premuto il tasto Volume+ insieme al tasto Power (di norma la combinazione è la stessa per quasi tutti i telefoni, in pratica se si accende il telefono con Volume+ e Power si entra in modalità recovery, con Volume- e Power si entra in Fastoboot).
Colleghiamo lo smartphone al pc tramite il suo cavo usb ed aspettiamo che Windows riconosca la periferica inserita
Andiamo sulla finestra di ADB ed entriamo nella shell dello smartphone con il comando:

..> adb shell



Se tutto è andato per il verso giusto dovreste trovarvi ora nella shell dello smartphone, simile a quella del DOS, am con comandi completamente diversi, nulla di cui preoccuparsi, i comandi da utilizzare sono pochi e non serve comprenderli a pieno.

Per prima cosa dobbiamo capire come sono montate le partizioni, a noi serve la partizione data, quindi digitiamo:

 # cat /proc/mounts



Nel mio caso data risulta montata quindi posso vedere su quale delle partizioni è montata,  /dev/block/mmcblk0p17 la external_SD (la microSD che abbiamo inserito nello smartphone) risulta invece montata su /dev/block/mmcblk1p1, quindi non ho avuto dubbi, in alcuni casi però la partizione data non è montata e quindi per proseguire bisogna cercare di capire qual'è la partizione che ci interessa, quindi:

# cat /proc/partitions



Quello che vedete è l'elenco completo delle partizioni dello smartphone, facciamo chiarezza, mmcblk0 è la memoria interna dello smartphone, dalla mmcblk0p1 a seguire sono le partizioni della memoria principale dello smartphone, mmcblk1 è la memoria microSD inserita nello smartphone.
In questo elenco a noi interessa capire qual'è la partizione che occupa il maggior quantitativo di blocchi (memoria), perché quasi sicuramente quella partizione conterrà i dati che ci interessano, se guardate l'elenco nel mio caso la mmcblk0p17 è quella che occupa più blocchi ed infatti nell'immagine precedente abbiamo vista che era montata su data.
Ora che abbiamo trovato quello che ci serve procediamo eseguendo una copia di tutta la partizione e non solo dei dati presenti, ma copiamo anche quello che viene visto come spazio libero della partizione, quindi eseguiamo quello che in gergo viene detto bitstream o copia bit a bit su file.

# dd if=/dev/block/mmcblk0p17 | gzip -c | split -b 2000m - /external_sd/dati.gz

Se tutto sta procedendo per il verso giusto, non dovreste avere errori e l'operazione dovrebbe metterci un ora se non di più...

Quando l'operazione è conclusa vi ritroverete con la shell dello smartphone nuovamente utilizzabile, digitate:

# exit

per uscire dalla shell dello smartphone e ritornare sulla shell di DOS, chiudete ADB minimal e riavviare lo smartphone tenendo premuto il tasto Power fino a quando sullo schermo non inizierà a comparire il logo di avvio dello stesso.

Nell'operazione precedente abbiamo estratto il contenuto della memoria interna dello smartphone, suddividendola in tanti file da 2Gb compressi, bisogna copiare tutti i file estratti su una cartella del desktop, ed una volta copiati i file, tramite 7zip bisogna estrarre il contenuto completo sulla chiavetta USB o sull'HDD esterno.

Ora passiamo a Linux.

Do per scontato che la vostra distro Linux sia già installata e funzionante (Anche in questo farò un articolo a breve), aprite una finestra di terminale e digitate:

# sudo apt-get update
# sudo apt-get install testdisk


Una volta installato testdisk passiamo al recupero dei dati vero e proprio, per prima cosa assicuratevi che la distro Linux abbia libero accesso al supporto USB che contiene i dati, per controllare andate in "Home" di Linux ed aprite la memoria USB in modo da vederne il contenuto (in questo modo viene fatto il mount in automatico del dispositivo senza doverlo fare a manina da linea di comando)
Tornate sulla finestra di terminale e digitate

# sudo photorec /media...... (qui va inserita il nome del file con la posizione completa, se non la sapete, da esplora risorse fate tasto destro sul file, selezionate proprietà e nel tag Posizione avete il percorso completo)

Quando si apre photorec

Nel primo menù vi chiederà di selezionare il disco, scelta obbligata ne avete solo uno, stessa cosa anche per il secondo menù, anche se avete scelto di fare il backup completo del telefono e non della sola partizione data come ho fatto io, photorec rileva che è un insieme di partizioni e le elabora ugualmente, quindi continuate con invio su "search".
Ora vi chiede di scegliere il tipo di filesystem, selezionate [Other] e premete invio, ultima scelta è la cartella di destinazione, ricordate che con le frecce su è giù evidenziate la cartella, con invio la selezionate e per confermare dovete premere il tasto C.
A questo punto il grosso del lavoro è finito, potrete controllare l'andamento del recupero dei file sullo schermo e Quando photorec ha finito nella cartella che avete scelto per il recupero troverete un infinità di sottocartelle "recup_dir.1...n" non vi disperate la funzione cerca di Linux funziona notevolmente meglio di quella Windows, quindi iniziate a fare una ricerca inserendo l'estensione del file da recuperare, ad esempio se erano foto nel campo di ricerca inserite .jpg e lui vi mostrerà tutti i file jpg recuperati, .mp3 tutti i file audio in formato .mp3 e così via.

lunedì 8 settembre 2014

Raspberry PI: Liberare spazio dalla partizione di boot

Può capitare a volte che a causa del poco spazio rimasto sulla partizione di boot, non sia più possibile scaricare ed aggiornare il kernel, questa piccola guida vi aiuterà a recuperare lo spazio necessario eliminando i file relativi ai kernel non più utilizzati.

martedì 2 settembre 2014

Raspberry PI: Tutorial installazione Wordpress

Questa guida tratta l'installazione di Wordpress sulla Raspberry PI, e prevede i seguenti servizi già installati e funzionanti sulla Raspberry PI:

SSH
Lighttpd
PHP
MySql Server
MySql Client
PhpMyAdmin
Vsftpd

Se non avete qualcuno dei sopra elencati servizi installati potete seguire la guida a questo indirizzo :



giovedì 28 agosto 2014

Raspberry PI: Installare server web + PHP + server MySql + server FTP

Potrebbe essere utile a volte poter disporre di un web server casalingo, ad esempio se vogliamo testare l'installazione di piattaforme come Wordpress o i CMS come Joomla e Dupral, studiare la programmazione per il web oppure realizzare un sito web locale.
Insomma una volta installato il limite è dettato solo dalla vostra fantasia, ora vediamo come farlo in modo semplice sulla nostra Raspberry PI.

lunedì 25 agosto 2014

Raspberry PI/Linux: caricare file .emulecollection su aMule

Può capitare a volte di dover scaricare da aMule delle collezioni, ad esempio tutti i cd/dvd di installazione di una distribuzione Linux, oppure una sequenza di filmati, in questo caso vi sarete sicuramente imbattuti nei file .emulecollection, questi file appunto contengono i riferimenti ad intere collezioni.
Ma come facciamo a caricare questi file sotto aMule?

Raspberry PI: Server di file sharing e DLNA con Samba e MiniDLNA

Vi sarete chiesti prima o poi come potete sfruttare la vostra Raspberry PI, uno dei più semplici compiti che gli potete affidare è quello di condividere file sulla vostra rete.

Raspberry PI: Montare in modo permanente un disco esterno

A volte si ha la necessità di fare in modo che un disco esterno venga montato in modo permanete dalla Raspberry PI, vediamo ora come procedere: